Faceva freddissimo, nonostante i tre maglioni e i collant sotto i jeans.
Faceva freddissimo, nonostante i tre maglioni e i collant sotto i jeans.
Nonostante la solita corsa per prendere il treno; si togliesse mai quel cazzo di vizio di rimandare la sveglia.
Il cielo prometteva pioggia, non una qualunque, quella fastidiosa che è piuttosto nebbia pesantissima, quella che perfora il cranio e stordisce e la sera mette la nevralgia.
Confidava nel riscaldamento del treno.
Dio è grande e spesso concede ai ritardatari dei ritardi dei treni come quella mattina.
E' così grande che le fece addirittura trovare posto sugli scalini a ridosso della porta scorrevole del vagone di millesima classe.
Non fece in tempo a sedersi che tirò fuori l'agendina per scrivere
"la Malinconia è la felicità della depressione.
ho vena
Ma le parole sono fuggite
temono per l'uso masochista che
potrei farne.
Trafiggimi,
Malinconia,
più di quanto non lo stia facendo già
desta le mie acque
Sussurrami brividi
Abbattimi
ispirami
ancora
di più
Sei il mio amante prediletto
è con Te che dividerò il resto dei miei Momenti
[perchè la Vita non è altro che un intersecarsi di Momenti
lontani e impassibili alle concezioni umane e alle congetture]
Sarò vergine per Te."
Scrutava l' orizzonte burrascoso ornato dal mare cementifico di novembre che sfrecciava fuori dal finestrino di millesima classe.
Rimpiangendo quell'unico Treno che era arrivato con dieci anni di anticipo.
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