Se solo avessi le facoltà mentali per.
"Se solo avessi le facoltà mentali per chiudere gli occhi e riuscire a non sognare le tue mani sfiorare il mio braccio e le tue labbra sussurrarmi parole stupide all'orecchio, e se riuscissi per un attimo a guardare altrove, a pensare a quello di cui avrei bisogno ora.
E se riuscissi a smettere di ascoltare musica deprimente e piangere senza troppi motivi e non drammatizzare tutto questo e ad imparare a non sperare in questi pensieri impossibili
Forse potrei stare meglio" scrisse frettolosamente tra le pagine del quaderno degli appunti di psicologia dinamica, mentre il prof spiegava qualcosa che come minimo sarebbe capitato tra le domande del test della settimana dopo.
Senza dare troppa importanza alle sue turbe mentali si alzò repentinamente, appena la vide uscire dall'aula, mentre si dirigeva chissàddove, probabilmente a pisciare e poi guardarsi allo specchio pensando di essere la ragazza più bella del mondo - quale era - ma esclamando ad alta voce "Che faccia di merda".
Lui immaginava tutto di lei; il vuoto esistenziale di cui era affetto lo portava a dipingere i più fastosi quadri barocchi quando pensava a lei, che a mala pena conosceva.
Era lì annoiata e sciatta, nella sua solita tenuta postpunkiana mentre fumava una PallMall catramosa. Guardava i passanti con sufficienza e ogni tanto lui aveva la sensazione che i loro sguardi si incrociassero
"cazzo però adesso mi ha guardato davvero, cazzo."
Una volta per tutte raccolse tutte le palle che aveva e con un'improbabile indifferenza si diresse verso di lei.
"So che.. Senti sei impegnata?"
"..No.."
- ommioddio no dico, guardate la luminescenza e la stregoneria dei suoi occhi- "No te lo chiedevo perchè volevo fingere di doverti presentare ad un amico ma in realtà sarei io il mio amico, cioè non che mi voglia così tanto bene da chiamarmi amico, ma insomma se avessi risposto di si ti avrei detto che interessavi a questo mio amico, in realtà avresti solo demolito il primo dei gradini che porta al mio sogno di te, ma io avrei finto la massima indifferenza, invece se mi avessi risposto di no come hai fatto cioè mi sar.."
Lo interruppe buttò la sigaretta lo baciò come si fa nei film, ma con più realismo perchè questo non era un film e il cuore che stava per scoppiare era reale (come anche qualcos altro che si induriva progressivamente ma con garbo).
Lui sentiva per la prima volta da vicino il suo profumo, così penetrante, per la prima volta le accarezzò quei capelli spettinati ma terribilmente eccitanti. Per la prima volta assaporava il sapore dolcissimo delle sue labbra carnose, l'avvicinarsi dei suoi seni morbidi, percepiva il suo calore, i suoi battiti. Il sapore di PallMall interrotta.
I loro occhi si fissarono in un indescrivibile e infinito secondo di pura alchimia.
Poi di botto il professore battè la mano sulla cattedra per richiamare il silenzio, e lui si accorse per l'ennesima volta che si trattava solo della sua romantica, paranoica, fottutissima immaginazione.
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