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I tipi della pubblicità dicevano no al colesterolo

Pubblicato su da Sara Costantini


​I tipi della pubblicità dicevano no al colesterolo e li voleva morti subito

Partendo dal presupposto che comunque è sempre bello avere i postumi - hai tanto da rimproverarti e ti fermi a pensare sul Nulla apparente, stare imbambolati a letto, la postura assunta dal corpo fa prendere le sembianze di un invertebrato o sembri un sacco dell'immondizia chiuso ma sbattuto di qua e di là e gli altri da fuori vedono che dentro la busta ci sono parti sgretolate frantumate caotiche tenute insieme dal solo involucro riciclabile - c'è da dire che quella volta effettivamente l'operazione di riordinamento concettuale era vagamente più difficile del solito.

Era estremamente difficile.

Le cose improvvise sono belle sono brutte sono destabilizzanti sono tanti aggettivi.

Quel mal di testa da solfiti annebbiava la vista e torceva lo stomaco come i nodi di capitan findus.
Ma perchè la tv restava accesa dall'altra stanza?


Era così bello il soffitto e silenzioso, gli sembrava una pagina bianca con qualche ragnatela agli angoli tutta da riempire con parole di caos che nel frattempo si moltiplicavano abbondantemente fra le sinapsi.

Di nuovo no al colesterolo, ma raccogliere le forse ed alzarsi per andare a spegnerla era troppo.
Un pò li invidiava quegli stronzi ipocriti, perchè a volte sarebbe bello recitare copioni di cui si sanno i finali. Si risparmierebbe tanto pessimismo e soprattutto quell'angosciante sensazione di vuoto dovuta al dubbio e alle frasi fatte con cui ci si autoconvince delle stronzate (?) che si fanno e ci si sente inutili e banali perchè non si sa dire altro.
Ma cosa vuoi di più e basta con questo superomismo del cazzo che sei come tutti gli altri stronzi esseri umani. No non è vero

"Forse sono come loro ma non capiranno mai quello che."

E sì dai, era tutto abbastanza spleen da poter contribuire alla cornice ideale per il pezzo che stava per scrivere, ne approfittò prese il cellulare tra le bozze e

"... Vorrei scrivere sul diario ma è un casino perchè la penna le cose
tutto gira i sensi piano cessano di funzionare efficacemente su di me ma c'è qualcosa che
mi àncora ancòra
qui
tra le illusioni verginali e allo
stesso tempo immensamente erotiche

i tuoi occhi mi distruggono

che ne sai che ne sai che ho
consumato il marciapiede davanti
casa tua che ho consumato i polmoni a fumare
sigarette indigeste
per
sembrare più cult e attirare la tua attenzione
Le scarpe abbinate al bottone della tasca
il calzino migliore
Perchè so che tu vedi quello che sta dietro al
dettaglio capisci
le cose
che non dico
il nostro linguaggio è fatto di
silenzi
il nostro erotismo di
baci non dati

Il tuo romanticismo è il miei film mentali."

Ricordava la luna della sera prima.
Era timida e sensuale, si lasciava avvolgere lentamente dalle nuvole leggiadre,
Sembrava stesse respirando impassibile il fumo passivo del cielo.

Allora si sentiva un pò come lei, immobile splendente nel buio di una luce non sua.

Quanto l'amava
(?)

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