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Io in relazione alla Cosa Brutta

Pubblicato su da Sara Costantini

grazie David Foster Wallace per il prestito riadattato (ma disadattato)

 

la Cosa Brutta era tanto tempo che non si faceva viva. avevo quasi dimenticato quanto brutta fosse la Cosa Brutta, benché il ricordo di quei tempi bui in cui in nessun momento cessava di torturarmi siano sempre rimasti nitidi nella mia memoria cigolante e scarne. la Cosa Brutta è un concetto ma anche un'entità assolutamente reale, nonostante l'effetto allucinante a cui induce i soggetti da essa puniti sia il totale smarrimento del senso di realtà e del senso in generale. quando arriva te ne accorgi. sei nel mezzo del cammin della tua vita a fare le solite cose, a vedere le solite persone, a percorrere le solite strade, quando in un momento di non ritorno ecco che la tua coscienza (che cos'è una coscienza?) si arresta basita all'attestazione tanto banale quanto assurda del fatto che stai vivendo. e questo non ha nulla di naturale né di familiare, ma solo paradossale e senza senso. non semplicemente a livello di mera finalità (come quando ci chiediamo quale sia il senso della vita, alludendo a quale sia la progettualità giusta da intraprendere, o quale sia il senso di una rotatoria in una strada già piena di semafori); è qualcosa di più profondo e oscuro, subdolo e metafisico. è qualcosa che va a scardinare la coerenza di tutto quello che esiste basandosi sull'interrogazione ossessiva circa perché qualcosa esiste, e su cosa è ciò che esiste e perché le cose detengano quello che pretendiamo essere un significato, e cosa sia un significato e...ti tocchi, ti guardi allo specchio, scrivi un messaggio, arranchi un sorriso di circostanza al tuo amico che parla di serie tv, ma non c'è un solo millimetro cubo di quello che ti pertiene e circonda che possa minimamente connotarsi di qualcosa di avvicinabile al senso. l'unico ancoraggio (del tutto fallace, alla luce di quanto appena esposto) alla possibilità che si tratti di un momento allucinatorio è la memoria. c'è una parte di te (chi sono io?) che ricorda (cosa significa ricordare?) che la percezione poco prima non era la stessa, era normale. ma anche il senso del tempo è irrimediabilmente parcellizzato in una momentaneità dissacrante ed illogica. dovrebbe esserci stato un passato, ma ora che ne è? dovrei essere in un presente, eppure non mi sento aderire a quella che teoricamente è la realtà fattuale. dovrebbe esserci un futuro, ma se non riesco ad inserirmi nel flusso del tempo per me il futuro non sarà altro che l'eterno ritorno di questo identico assurdo. angosciante? totalmente. eppure un tempo...ero normale. cos'è la normalità? credo sia tutto quello che nel momento in cui viene svolto non è soggetto ad interrogazione esistenziale perché introiettato come necessariamente vitale, tanto da essere automatico, connaturato e logico. più volte cerco di ripetermi la confutazione dell'idealismo di kant e cerco di ricordarmi che se mi rivolgo alla Cosa Brutta come qualcosa che ha sconvolto il mio senso del reale, significa che sto facendo contemporaneamente appello (un assurdo appello) ad un reale che da qualche parte dovrà pur stare. ma dove? e questo non continua forse ad essere mentalismo? è tutto molto brutto. potrei scegliere decine di altri aggettivi per definire lo stato delle cose, ma quello più idoneo è proprio il più semplice: brutto.

la Cosa Brutta quando arriva te ne accorgi proprio subito. insieme a questa specie di epoché husserliana in cui le cose parlano da sé (ma nel senso che tutto tace nell'angosciante silenzio del nonsenso e se ne prende atto), arriva anche qualcosa di corporeo che somiglia ad un'esplosione nucleare sorda e depolverizzata. si genera all'altezza dello sterno, esacerbando in breve tempo tutte le radiazioni fatali in un istante, poi si estende velocemente ai muscoli del volto andando a corrompere la visione ed il pensiero. gli arti sembrano anestetizzati e lo svenimento sembra essere la migliore delle soluzioni possibili, se non fosse che non svieni, anzi purtroppo c'è una coercizione che ti costringe ad accorgerti esattamente di tutte le vessazioni a cui corpo e mente sono sottoposti. vorresti svenire, vorresti dimenticare: ma è come se fosse un lungo reiterarsi del momento della morte che però non avviene mai. un totale scompenso mentale, dovuto all'angosciante sensazione di non aver mai vissuto o essere già morto o che comunque tutto sia illusione, e sei condannato a vivere nella consapevolezza di questo (termine che non ha senso ma siamo esseri condannati alla significazione di ciò che ci succede e circonda). spasmi nervosi, tachicardia, senso di soffocamento. migliaia di specialisti lo hanno definito  Attacco Di Panico. io eviterei di attribuire a tale esperienza devastante e inibitoria un connotato divino, lo chiamerei al massimo Attacco Demoniaco, però non sono nessuno per oppormi alle nomenclature della letteratura scientifica, quindi ok. la Cosa Brutta si serve dell'Attacco Di Panico per massacrare i suoi adepti (perché poi se ne diventa schiavi esercenti) e punirli con l'inibizione nei confronti della vita quotidiana. in ogni caso ringraziamo le case farmaceutiche per la subdola magnanimità con cui producono sostanze che restituiscono ai soggetti la sensazione edulcorata e narcotizzata del vivere normalmente.

a volte nei momenti peggiori penso che forse essere condannati all'inferno sia proprio questo: noi siamo già morti, ma crediamo di vivere ancora. e periodicamente, in momenti critici delle nostre esistenze, arriva la Cosa Brutta e vieni sopraffatto da questa terrificante ventata di paradossi e prese di coscienza per cui la realtà sia solo un'illusione e tu sei un'illusione e tutto non esiste e tutto è una menzogna e tu lo sai e non se ne esce, no che non se ne esce, e tu sai anche che tornerai, con il tempo, a non avere più questi pensieri e sensazioni, ma sai anche che tornerai ad averne, perché questo è l'inferno e l'inferno è eterno.

 

ieri notte ho sognato di abbracciarti e mentre lo facevo ti dicevo che ero assolutamente consapevole del fatto che non fosse reale. allora ho pianto e mi sono svegliata piangendo. o forse non mi sono svegliata, o forse mai addormentata. 

 

la Cosa Brutta forse è solo un lungo incubo.

Io in relazione alla Cosa Brutta
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