mostri
[mostrare, mostrami, mostriamo; cosa vuol dire se non renderci partecipi l'un l'altro della propria mostruosità?]
Pensaci: noi siamo fatti di mostri.
Minuscoli viscidi velocissimi mostri.
Ogni cellula del nostro corpo è un mostro. Un minuscolo mostro.
Muoiono e si riproducono incessantemente, i nostri mostri.
[nostri loro o noi loro?]
Noi cosa siamo? Siamo quello che mangiamo? Quindi mangiamo mostri.
Allora siamo anche cannibali.
Se siamo cannibali significa che amiamo la nostra infima condizione a tal punto da cibarcene;
minuscoli, viscidi, narcisistici mostri.
Noi cosa siamo?
Ogni micron ha il suo compito, riempie il suo spazio, ha i suoi tempi.
Siamo un circuito determinato di mostri.
Una quasi infinità di mostri ci compongono, tutti diversi, tenuti insieme da un involucro invisibile chiamato Umanità.
Ci piace definirci come qualcosa di raffinato, sublime ed ineguagliabile in natura;
ci piace scoprire continenti e dialogare con dispositivi elettronici.
Ci piacciono la pace e le multinazionali, ci piace volare con ali di acciaio e respirare polvere.
Ci piacciono le regole e le maschere.
Siamo un circo di mostri.
E il circo non ha niente di bello, non ha niente di autentico tranne la perizia con cui tutto assume parvenze grottesche e fittizie.
La cosa peggiore sono i clown;
hanno dei capelli terrificanti piedi enormi e un trucco talmente inquietante da far rimpiangere quello di Platinette. Eppure si paga per entrare.
Minuscoli mostri.
Come può del bene provenire da questo agglomerato di batteri?
Infatti; non vi proviene.
[noi siamo della stessa sostanza dei mostri.]

/image%2F0248226%2Fob_fc269e_hipsteria.jpg)